Giustizia e Diritti dal Pianeta Scuola

Mobilità, il punteggio riconosciuto a ciascun docente è il criterio principale per l’assegnazione della sede rispetto all’ordine di preferenza.

 

Anche il Tribunale di Venezia ha riconosciuto l’illegittimità dei trasferimenti effettuati dal MIUR, con una serie di pronunce favorevoli ai lavoratori.

Nella pronuncia in commento il Tribunale veneziano è intervenuto sulla dibattuta questione della Mobilità, dichiarando illegittimo il trasferimento adottato ai danni di una docente lucana, passata dalla provincia di Taranto a Venezia, ed accertando il diritto ad essere assegnata ad una sede dell’Ambito territoriale di Bari.

La pronuncia è di particolare interesse in quanto, riconoscendo le esigenze di tutela in favore della lavoratrice, per la prima volta prende posizione sulla differente interpretazione fornita all’art. 6 del CCNI del 08.04.2016 da talaltra giurisprudenza (minoritaria), che ha ritenuto legittimati alcuni trasferimenti sulla scorta di una presunta priorità riconosciuta all’ordine di preferenza degli ambiti indicati nelle domande di trasferimento, rispetto al punteggio attribuito a ciascun docente, che costituirebbe solo un criterio successivo e meramente eventuale.

Negli scorsi giorni è infatti giunta notizia di certune pronunce (v. da ultimo, il Tribunale di Alessandria del 14 novembre 2016) che hanno motivato, e legittimato, le conseguenze della mobilità ritenendo che “è ben possibile che un soggetto sia stato soddisfatto a discapito di un altro che pure vanta maggior punteggio, purché lo sia per un ambito che quello ha espresso prima nell’ordine delle sue preferenze”.

Secondo il Tribunale veneto, tuttavia, ricostruendo in tal modo la disciplina delle operazioni di Mobilità, si giunge a “legittimare un sistema per cui l’individuazione della sede di destinazione avverrebbe in modo sostanzialmente casuale, dipendendo fondamentalmente dall’ordine più o meno incautamente indicato dal docente all’atto della domanda, a danno di chi ha richiesto tra le prime preferenze ambiti territoriali maggiormente appetibili, in cui era più probabile il superamento da parte di docenti con punteggi maggiori, con violazione del principio di imparzialità di cui all’art. 97 Cost. fatto proprio dall’art. 28 DPR 487/97, in base al quale nei procedimenti concorsuali della PA va prioritariamente accontentato chi ha un punteggio maggiore”.

D’altronde, la presunta priorità che riconosciuta all’ordine di preferenza a discapito del punteggio, per il Giudice veneziano “non trova alcun aggancio normativo” nelle specifiche regole dettate a riguardo.

Il punto cruciale è infatti costituito dalla corretta interpretazione da riconoscere alla — certamente infelice — locuzione contenuta nell’allegato 1 del citato CCNI, secondo cui “l’ordine di graduatoria… è determinato, per ciascuna preferenza”.

Per far ciò, e restituire al sistema una logica rispettosa dei principi di Legge, il Tribunale veneto ha approfondito i meccanismi della Mobilità, ed in particolare quelli descritti nell’anzidetto allegato 1 del CCNI, spiegando che:

  1. A ciascun docente era richiesto di inserire nella domanda, in ordine di preferenza, tutti gli ambiti territoriali;
  2. A ciascuno era assegnato un punteggio determinato secondo la tabella di valutazione contenuta nel predetto CCNI, costituito da:
    1. una parte fissa, ovvero il “punteggio base” (indicato nella notifica della domanda di mobilità validata dal MIUR) e
    2. una parte variabile (“punteggio variabile”), ovvero 6 punti riconosciuti a fronte di particolari esigenze (ad esempio per ricongiungimento al coniuge, genitori o figli), attribuiti solo in relazione all’ambito territoriale riferito ad uno specifico Comune.
  3. Il CCNI Mobilità impone all’amministrazione di considerare per ciascun docente l’ordine di preferenza e di stabilire l’ordine di graduatoria secondo il punteggio assegnato.

Orbene, poiché il punteggio poteva variare a seconda dei vari ambiti richiesti tra le preferenze (a seconda che nell’ambito richiesto fosse o meno riconoscibile “il punteggio variabile”), il CCNI, all’allegato 1, ha previsto che “per ciascuna delle operazioni l’ordine di graduatoria degli aspiranti è determinato, per ciascuna preferenza, sulla base degli elementi di cui alla tabella di valutazione dei titoli allegata”.

Insomma, rileva il Giudice la previsione contenuta nell’allegato 1, va intesa proprio in questa prospettiva, e pertanto, “l’ordine di graduatoria degli aspiranti è determinato per ciascuna preferenza” sta a significare che, proprio perché il punteggio di ciascun docente era variabile a seconda dell’ambito assegnato, non era possibile per l’Amministrazione redigere una graduatoria univoca, bensì occorreva individuare il punteggio in relazione “a ciascuna preferenza”, ovvero in relazione a “ciascun ambito territoriale indicato tra le preferenze”.

In conclusione, il mancato trasferimento della lavoratrice nell’ambito preteso è illegittimo considerato che per lo stesso tipo di Scuola e per la stessa fase della mobilità vi sono altri docenti con punteggio inferiore alla ricorrente.

Avv. Gianluigi Giannuzzi Cardone

Cerca nel sito
News
Giurisprudenza scuola 2013 NEWS Legge 104 Mobilità Orario Concorsi Giurisprudenza scuola 2010 Giurisprudenza scuola 2017 Iscrizione Scrutini Giurisprudenza scuola 2012 Precariato TFA Sostegno Religione cattolica Disabili Responsabilità Organico Giurisprudenza scuola 2011 Giurisprudenza scuola 2014 Sicurezza Cessazione dal servizio Permessi e assenze Contrattazione Dirigenti scolastici Normativa scuola 2009 Contratti Assunzione Giurisprudenza scuola 2018 Normativa scuola 2015 Graduatorie Giurisprudenza scuola 2015 Procedimento giurisdizionale Procedimento disciplinare Supplenze Riforma Gelmini Esame di Stato Giurisprudenza scuola 2016 Normativa scuola 2014 Procedimento amministrativo Incompatibilità Giurisprudenza scuola 2009 Valutazione Normativa scuola 2012 Comportamento antisindacale Normativa scuola 2013 Normativa scuola 2011 Retribuzione CONTRIBUTI Normativa scuola 2010
Tribunale di Lecce Avv. Giuseppe Policaro Corte dei Conti Tar Lazio Sindacato SAB Avv. Luigi Giuseppe Papaleo Tar Molise INPS Tar Sicilia Parlamento Tar Toscana FLC-CGIL Tribunale di Roma Tribunale di Brindisi Tar Lombardia Tar Calabria Avv. Pietro Siviglia Tar Campania Avv. Elena Spina Governo Accesso Tribunale di Milano Tribunale di Trani Avv. Marco Cini Reiterazione contratti Funzione Pubblica ATA Giurisdizione Avv. Isetta Barsanti Mauceri Corte Costituzionale Consiglio di Stato Avv. Francesco Americo Avv. Giuseppe Versace UIL Scuola Tribunale di Modica Avv. Giovanni Rinaldi Tribunale di Napoli Avv. Francesco Orecchioni Gilda Unams Anief MIUR Tar Puglia Katjuscia Pitino Avv. Angelo Tuozzo Tribunale di Torino CNPI Corte di Cassazione Leggi Avv. Maria Rosaria Altieri Cisl Scuola